Aperte le iscrizioni per il nuovo Atelier di Lettura e Scrittura creativa‏

Dopo il laboratorio 2014/2015 e gli incontri dei “dopocena”, il Circolo Culturale Walter Tobagi, propone un atelier primaverile con lo scrittore Roberto Ferrucci, docente di scrittura creativa alla facoltà di Lettere dell’università di
Padova. Un atelier che punta ad approfondire ancor più due atti a voi già ben noti: lettura e scrittura. Due atti semplici e al contempo ostici, che intimoriscono, soprattutto scrivere, riempire quel dannato foglio bianco con parole che abbiano senso, pertinenza, valore.
E allora, prima dell’atelier, saranno suggeriti due o tre titoli legati a questo argomento. Scrittori che scrivono di scrittura. La raccontano. Il tutto accompagnato da esercizi di scrittura che verranno letti e commentati insieme.
Eventuali percorsi che saranno affrontati: raccontare l’esperienza. Meglio: le esperienze.
Quelle passate e quelle attuali, raccontare l’oggi. Quest’epoca che sembra sfilare via da ogni lato, frenetica. Provare a fermarla con la scrittura. Raccontare la nostra quotidianità. Partendo dall’autobiografia (come posso rendere interessante al lettore qualcosa che mi è capitato?), oppure dal racconto di viaggio, proprio perché questa è l’epoca degli spostamenti rapidi, veloci. Del movimento continuo. Ci si sposta, non si viaggia. Provare a raccontare l’altrove, che poi però non è necessario sia per forza quello esotico, lontano. Mai provato a raccontare gli
immediati dintorni di casa? Quei posti preclusi allo sguardo, tanto siamo abituati a vederceli scorrere sotto gli occhi, indifferenti. Provare a fissare quel che ci sta intorno, e farlo attraverso la scrittura, partendo però, come giusto, doveroso, dall’esperienza della lettura. Verranno perciò affrontate e consigliate letture legate all’argomento e i partecipanti saranno chiamati a scrivere un
testo “esperienziale”.

Quando?
4 incontri, ogni mercoledì dal 6 maggio al 27 maggio 2015, dalle 18.30 alle 21.30
Dove?
a Mestre, Hotel Bologna, via Piave 123, di fronte alla stazione FS

Il corso si farà al raggiungimento di almeno 8 iscritti ( su un massimo di 12).
Necessaria preiscrizione entro il 30 aprile.
Per info e costi : info@waltertobagi.net / 333 2818741

Il gomitolo rosso.

Tante facce nuove quest’oggi all’Hotel Bologna. Ha preso avvio il laboratorio di scrittura 2014-15. Quest’anno si celebra il ventennale di attività. La Presidente Annalisa Trabacchin ha illustrato il programma di quest’anno e poi si è passati all’autopresentazione prima dello staff e poi dei corsisti. Dopo ogni singola presentazione il corsista lanciava un gomitolo di filo rosso a quello successivo che a sua volta lo rilanciava e così via fino alla fine delle presentazioni. Il gomitolo si è così dipanato, in parte sfatto, ma il filo rosso non si è mai spezzato, realizzando una trama, un intreccio,  dei nodi. Efficace metafora di un testo. E’ stato un intreccio deciso dal caso, dal gesto o dallo slancio più o meno ampio. Sarà compito del laboratorio trasmettere le tecniche perché le trame e gli intrecci funzionino, perchè il testo senza perdere la propria creatività possa diventare narrazione. Buon lavoro a tutti!

Aperte le iscrizioni per il laboratorio di scrittura creativa W.Tobagi Ed.2014-2015‏

LABORATORIO DI SCRITTURA CREATIVA
20° Anno di Attività
Novembre 2014 – Aprile 2015

NARRARE PER TEMI

19 novembre – Introduzione a cura dello staff
ELEMENTI DI NARRATOLOGIA
26 novembre Spazi e tempi – Elena Triantafillis
3 dicembre A tu per tu con Paolo Cognetti
10 dicembre La voce narrante – Tiziana Agostini
17dicembre Personaggi – Elena Triantafillis
SQUILIBRI
7 gennaio Consigli di lettura – Elisabetta Lanfranchi
14 gennaio A tu per tu con Giorgio Falco
21 gennaio Laboratorio: Strutturando testi – Elena Triantafillis
28 gennaio (Ri)equilibri – Andrea Molesini
4 febbraio A tu per tu con Chiara Gamberale
11 febbraio Lettura ad alta voce Simonetta Nardi
PASSIONI
18 febbraio Consigli di lettura -Tiziana Agostini
25 febbraio Laboratorio: Scrivere è una funzione del capire – Paolo Gallina
4 marzo Laboratorio: Come in un inganno – Annalisa Trabacchin Gabriele Sciuto
11 marzo A tu per tu con Antonella Benvenuti
18 marzo Lettura ad alta voce Simonetta Nardi
REVISIONI
25 marzo Il controllo dell’aggettivazione – Giulio Mozzi
1 aprile Il controllo del tempo – Giulio Mozzi
8 aprile Laboratorio – Elisabetta Lanfranchi
17 aprile Editing e riscrittura – Laura Lepri
22 aprile A tu per tu con Massimiliano Santarossa
29 aprile Laboratorio – Anna Girardi

Sede: HOTEL BOLOGNA, via Piave 213, Mestre, dalle ore 17.30 alle ore 19.30

Concorso letterario dedicato a Giorgio Borgognini
Gara di scrittura in cui i corsisti si sfideranno a suon di racconti e parole
Dopocena con l’autore
10 dicembre, 14 gennaio, 11 febbraio, 11 marzo ore 20.00
Incontri di lettura: i testi dei corsisti verranno letti e commentati insieme con Roberto Ferrucci all’Hotel Bologna
I luoghi della scrittura
Primavera 2015: Pomeriggio di scrittura in campagna – Agriturismo Da Lauretta
Primavera 2015: Mattinata di scrittura al Forte – Forte Marghera

Staff: Tiziana Agostini, Paolo Gallina, Anna Girardi, Elisabetta Lanfranchi, Maria Chiara Perilli, Gabriele Sciuto, Annalisa Trabacchin, Elena Triantafillis

Per informazioni: CIRCOLO CULTURALE WALTER TOBAGI VENEZIA, via Tipaldo 1 Mestre- Venezia
cell. 3332818741; e-mail info@waltertobagi.net sito internet www.waltertobagi.net

STRUTTURA E CONTENUTI DEL CORSO
Come sosteneva Borges, per rinnovarsi occorre tener conto anzitutto delle proprie radici. Raggiunto il ventesimo anno di attività, il Laboratorio di Scrittura Creativa del Circolo culturale Walter Tobagi riprende a novembre la sua programmazione, che si chiuderà nell’aprile 2015. La formula è quella consolidata degli appuntamenti settimanali di due ore ciascuno, il mercoledì, dalle 17.30 alle 19.30 all’Hotel Bologna di Mestre. Nuova è invece la scelta del percorso, che contempera l’esigenza di illustrare le tecniche di base della narrazione con quella di offrire un itinerario formativo originale. Il titolo generale –‘narrare per temi’- mira a porre in risalto la centralità del concetto di narrazione, con cui chi scrive è costantemente chiamato a confrontarsi; entro tale orizzonte, il Laboratorio prenderà in esame quattro nuclei tematici, mediante i quali consentire ai partecipanti di sperimentare e sviluppare le proprie capacità, o, più semplicemente, di ascoltare ed imparare: al modulo introduttivo, dedicato alla focalizzazione dei basilari ‘elementi di narratologia’, seguirà l’esplorazione di ‘squilibri’, ‘passioni’ e ‘revisioni’. All’interno di ciascun blocco si alterneranno momenti differenti: i corsisti potranno fruire di lezioni guidate da scrittori, docenti ed editori di spicco; a queste si affiancheranno momenti prettamente ‘laboratoriali’ curati dallo Staff del Tobagi, che seguirà il lavoro individuale degli iscritti e le esercitazioni. I processi della riscrittura e della revisione testuale -che si configurano come tappe fondamentali nella produzione di un testo narrativo- verranno trattati con l’aiuto di Giulio Mozzi e Laura Lepri, figure di riferimento ormai da anni del Laboratorio. I ventidue incontri pomeridiani, che pure costituiscono il cuore dell’offerta formativa, non esauriscono il ventaglio delle attività: si prevedono ulteriori momenti di convivialità e di confronto tra corsisti, quali i ‘Dopocena con l’autore’coordinati dallo scrittore Roberto Ferrucci. Il programma sarà inoltre arricchito da una serie di escursioni in luoghi di grande suggestione narrativa, da incontri di approfondimento e dalle cene con l’autore. All’interno di tale pacchetto di opportunità gli iscritti potranno naturalmente selezionare le attività da seguire in funzione delle proprie esigenze e inclinazioni.

A tavola con l’autore – Dall’Amelia il 9 settembre con Matteo Strukul

Seconda serata di “A tavola con l’autore” organizzata dal Circolo Tobagi presso la Trattoria All’Amelia di Mestre.

“A tavola con l’autore”
Martedì 9 settembre dalle 19.30
Matteo Stukul con La giostra dei fiori spezzati ( 2014, Mondadori)
introduzione di Marianna Bonelli di Spritz Letterario ( gemellato con il Circolo Tobagi)

Menù di pesce (o vegetariano su richiesta), aperitivo e romanzo incluso nella cena.
Il costo della cena è 40 euro.
Per chi viene in coppia e desidera un solo libro il costo è di 35 euro.
E’ possibile prenotare entro lunedì 8 settembre.

Per informazioni e prenotazioni:
info@waltertobagi.net
info@dallamelia.it; tel 041913955

Cena con l'autore Tobagi - Strukul

Matteo Strukul (Padova, 8 settembre 1973) è uno scrittore e sceneggiatore di fumetti italiano. Scoperto da Massimo Carlotto, ha pubblicato per le edizioni E/O, Collezione Sabot/Age, i romanzi pulp-noir “La Ballata di Mila” e “Regina nera” (entrambi semifinalisti al prestigioso Premio Scerbanenco / La Stampa). I libri hanno per protagonista la bounty hunter Mila Zago e sono in corso di pubblicazione in 16 Paesi nel mondo fra cui Stati Uniti, Inghilterra, Australia e India. Dai romanzi è stata tratta la serie a fumetti “Red Dread”, sceneggiata da Matteo e disegnata da Alessandro Vitti, vincitrice del Premio Leone di Narnia come miglior serie a fumetti italiana del 2012.
Laureato in giurisprudenza e dottore di ricerca in diritto europeo dei contratti, collabora con Il Mattino di Padova, La Nuova di Venezia e Mestre e La Tribuna di Treviso. È inoltre ideatore e fondatore di Sugarpulp, movimento letterario veneto che ha ricevuto la benedizione di Joe R. Lansdale e Victor Gischler, nonché direttore artistico dello Sugarpulp Festival. Dirige Revolver, nuovo marchio editoriale di Edizioni BD dedicato al noir.
Vive insieme a sua moglie Silvia fra Padova e Berlino. Il suo sito internet è: www.matteostrukul.com

Marianna Bonelli Esperta in comunicazione e organizzazione di eventi, Marianna è ideatrice di formule innovative per promuovere la cultura. Grazie alla sua creatività e a un periodo di formazione presso l’AIE [Associazione Italiana Editori] di Milano, Marianna ha acquisito le capacità necessarie a rendere stimolante ogni evento culturale: si tratti di narrativa, poesia o saggistica, con l’ausilio di scenografie ritagliate sui temi trattati, quiz e giochi di ruolo, Marianna porta il lettore “dentro” al testo.
Nel 2010 ha aperto e gestito il Galla Caffè di Vicenza, all’interno della Libreria Galla. Si è occupata dell’organizzazione degli eventi di tutto il Gruppo Galla 1880, curandone ogni fase: dall’ufficio stampa alla promozione sui social network, fino all’intervento in prima persona in qualità di moderatrice e intervistatrice. Ha creato il marchio Week-End Letterario: un festival itinerante, della durata di un fine settimana, che viene ospitato da ogni Comune che ne faccia richiesta.
Marianna Bonelli è fondatrice e presidente dell’associazione culturale Spritz Letterario, che promuove la passione per la parola scritta, nei bar delle città e nei luoghi dove i libri non hanno ancora messo pagina. http://spritzletterariovi.blogspot.it/

A tavola con l’autore: Andrea Molesini con Presagio

Riprendono le famose cene con gli artisti, che resero famosa la trattoria Dall’Amelia.

Tanti gli intellettuali ospitati in oltre cinquant’anni, tra piatti tipici e brindisi, da Pier Paolo Pasolini ad Andrea Zanzotto e Dino Buzzati, ma anche Leonardo Sciascia, Goffredo Parise, Mario Rigoni Stern.
Si riparte con il locale rinnovato, in continuità con la gestione precedente, martedì 10 giugno dalle 19.30 con il Premio Campiello Andrea Molesini che presentato da Tiziana Agostini, parlerà del suo ultimo lavoro, Presagio.

Menù di pesce (o vegetariano su richiesta) e romanzo incluso nella cena.
E’ possibile prenotare entro lunedì 9 giugno.

Per informazioni e prenotazioni:

info@waltertobagi.net
info@dallamelia.it; tel 041913955
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CARMEN CON L’APPUNTAMENTO VINCE IL BORGOGNINI

Carmen Donadio vincitrice della III edizione del Premio "Giorgio Borgognini" con il racconto L'appuntamento viene premiata da Annalisa Trabacchin Presidente del Circolo Walter Tobagi

Carmen Donadio vincitrice della III edizione del Premio “Giorgio Borgognini” con il racconto L’appuntamento viene premiata da Annalisa Trabacchin Presidente del Circolo Walter Tobagi

 

L’ appuntamento

di Carmen Donadio

Trentacinque anni fa, Tiberio rientrava a casa in treno dopo l’ultimo esame all’università. Era quasi sera, la nebbia e l’oscurità avanzavano insieme, nascondendo poco a poco le rotaie, i campi e le strade. I lampioni non erano ancora accesi, e lui, con la testa dolorante e le gambe molli per la tensione accumulata, cercava di distinguere le ombre e le luci di fuori, qualcosa che gli confermasse che era quasi arrivato. Non vedeva l’ora di stendersi sul letto per poter cedere del tutto alla stanchezza.

Il treno si fermò appena prima di entrare in stazione; la voce del capotreno avvisò di un guasto ad un convoglio merci poco più avanti.

“Maledetto! Maledetto treno, riparti!” –  il ragazzo seduto di fronte a lui diede un pugno sul finestrino dimenandosi sul sedile, accanto aveva delle rose rosse avvolte nel cellophane, un piccolo mazzo composto per lo più da boccioli.

“Muoviti, dai!”

“Non credo che ripartirà subito” –  sbuffò Tiberio innervosito.

“Sono rovinato! Non mi aspetterà! Penserà che non sono venuto all’appuntamento. Maledetto treno!” –  disse l’altro battendo tutti e due i pugni sul finestrino, e piegandosi in avanti con i gomiti sulle ginocchia e la testa tra le mani.

Tiberio provò un misto di pena e fastidio per il tizio avvilito che gli si accasciava davanti, schizzava seduto dritto per ogni sussulto del treno e si contorceva le mani fissando le rose. Potevano avere la stessa età, pensò, anche se quello sembrava molto più stanco di lui.

“Ma, se hai un appuntamento, vedrai che ti aspetterà” –  provò a dire.

“Non è detto che mi aspetti, il nostro è un appuntamento speciale” –  gli rispose, mordendosi le labbra e pizzicandole più volte tra indice e pollice. Poi tamburellò piano le dita sul vetro, lasciando un’impronta umida.

Fuori, buio, nebbia e poche luci lontane; rivolti all’esterno, scrutavano il finestrino senza poter cogliere altro che il proprio riflesso.

“Vedi, quattro anni fa, proprio oggi, ho incontrato per caso, qui in stazione, una mia amica, ex compagna di scuola. Era tanto tempo che non ci vedevamo, forse dieci anni, e abbiamo passato una splendida serata insieme”.

Si presentarono e Armando, sempre guardando fuori e rosicchiandosi le unghie, cominciò a raccontare della sua amica e dei loro ritrovi. Tiberio non era per niente interessato alla storia, ma la circostanza non gli lasciava scampo.

Venne a sapere così che dopo quell’incontro casuale, si erano salutati dandosi appuntamento all’anno successivo, sempre in stazione al binario uno, lo stesso giorno alla stessa ora. Per un paio d’anni, con sorpresa e divertimento di entrambi, il gioco era funzionato bene: abbracci, chiacchiere piene di domande e risate senza tregua, poi la cena e i saluti, prima di riprendere il treno, con la promessa di rivedersi ancora. Il terzo anno, l’appuntamento era andato benissimo: durante la cena, euforici entrambi, per aver finito gli studi lei, e trovato lavoro lui, avevano brindato, incrociando i bicchieri e gli sguardi, e infine le gambe nel letto dell’hotel di fronte alla stazione. Persero il treno, e dovettero aspettare il primo della mattina successiva.

Nemmeno in quell’ultimo anno si erano telefonati, perché era contro il regolamento. Armando però l’aveva pensata quasi ogni giorno e ormai era sicuro del suo amore per lei. Si sarebbe dichiarato quella sera, con i boccioli di rosa pronti a schiudersi.

Tiberio si era tanto appassionato al racconto da non sentire più la stanchezza che poco prima lo appiattiva sul sedile, e, quando quello smise di parlare, era completamente sveglio e un po’ in apprensione per lui. Per sfogare l’agitazione crescente, cominciò a oscillare le gambe e sbattere le ginocchia tra loro, creando un po’ di movimento in un treno che non sembrava solo fermo, ma ormai del tutto spento. Intanto lo guardava con la coda dell’occhio, cercando di non fissarlo troppo, perché si era chiuso in un silenzio rassegnato di braccia inermi lungo i fianchi con la testa abbassata che penzolava in avanti.

Scattarono in piedi per un fischio assordante, il treno ripartì e in pochi minuti entrò in stazione.

“Arrivederci, Tiberio”.

Non fece in tempo a rispondergli, ché era già sceso. Riuscì a stento a vederlo correre sulla banchina e sparire giù per le scale, con le rose alte sopra la testa.

Suggestionato dalla fretta di Armando e colto dall’ansia di non sapere cosa sarebbe successo, anche Tiberio si lanciò fuori dal treno. Fece le rampe di scale saltando i gradini tre a tre, e mentre correva, immaginava che qualche secondo prima anche Armando aveva fatto la stessa cosa.

Quasi s’ammazzò: arrivato in cima al binario numero uno, mise male il piede, perse l’equilibrio e picchiò le mani su un pilastro di cemento.

Quando alzò la testa, lo vide. Armando stava appiccicato con la schiena su un altro lato dello stesso pilastro ammuffito, premendo sul petto il mazzo di rose e voltandosi a scatti, attento a non farsi vedere.

“Che fai?”

“Levati, Tiberio, levati da qui!” – sibilò con la bocca tirata e gli occhi spalancati.

Confuso, stava per andarsene, quando Armando lo colpì con i fiori, costringendolo ad appiattirsi di schiena sul pilastro insieme a lui: “Vedi quella ragazza? Quella seduta sulla panchina, con un libro in mano. È lei. Mi è venuto un colpo… che rischio… è una fortuna che non mi abbia visto. Come ha potuto farmi questo?”

Nella confusione della stazione, Tiberio sentiva a tratti le parole di Armando, che era girato dall’altra parte, e vedeva solo il suo orecchio, rosso come i boccioli di rosa che gli sfioravano il mento, e la tempia coperta di ricci neri da cui colavano sottili gocce di sudore.

Sporse anche lui la testa dal nascondiglio: a una ventina di metri, c’era una ragazza seduta su una panchina, leggeva un libro e dondolava una carrozzina. Ogni tanto alzava lo sguardo, cercando tra la gente, e Tiberio, per timore che lo vedesse, si ritraeva.

“Perché non la raggiungi?”

“Ma sei pazzo? La vedi, la carrozzina? Questa c’ha un figlio… febbraio, marzo, aprile, maggio…”, si mise a contare con le dita sulla bocca: “Se è nato in ottobre, adesso avrà tre mesi… No, non può essere figlio mio!”

Armando puntò gli occhi in quelli di Tiberio, le iridi celesti erano quasi bianche, le pupille come due spilli, poi guardò il mazzo un po’ sgualcito, glielo passò con rabbia e si fissò le mani vuote: “Io me ne vado”.

Mentre Armando scendeva le scale, Tiberio sentì il peso delle rose, e la stanchezza che aveva dimenticato tornò a riprendersi le gambe e la testa.

Da quel punto protetto guardò di nuovo la ragazza: castana, capelli lunghi, pelle chiara. Lui cosa ci faceva ancora lì?

Gettò quell’impiccio di fiori in un cestino vicino e cominciò a camminare verso l’uscita, ma, quando la vide agitare la mano in direzione di una donna che arrivava correndo, si fermò a qualche passo di distanza, dandole la schiena e fingendo di leggere il tabellone delle partenze.

“Non è arrivato il tuo amico?”

“Non ancora, purtroppo”.

“E pensi di aspettarlo fino a quando? Ascolta la tua sorellona: che tipo può mai essere uno che non si presenta dopo quello che è successo l’anno scorso?”

“Sì, forse hai ragione, ma aspetto ancora un po’”.

“Come vuoi, io vado a casa, è tardissimo. Grazie mille per avermi tenuto la piccolina, se non andavo in bagno adesso scoppiavo di pipì. In bocca al lupo! Domani ti chiamo”.

“Sì, ciao… crepi”.

Le due donne si salutarono con un lungo abbraccio, e Tiberio ne approfittò per muoversi e scegliere una posizione più sicura. Entrò nel bar e rimase a guardare dalla porta a vetri.

La donna con la carrozzina si allontanò, mentre la ragazza, infilato il libro nella borsa, iniziò a passeggiare avanti e indietro, con il mento in su, squadrando tutti quelli che le venivano incontro. Dieci passi lungo il binario in una direzione, e venti nell’altra. Raccoglieva i capelli in una coda immaginaria, poi li lasciava cadere, ravvivandoli con una mano. Camminava piano, e quando un treno entrava in stazione si fermava a guardare con gli occhi stretti, avvolgendo sull’indice lunghe ciocche, morbide spirali che si scioglievano all’istante.

Tiberio la osservava, chiedendosi se avrebbe dovuto correre a cercare Armando. Decise invece di aspettare, valutando la situazione che era cambiata in modo inaspettato sotto i suoi occhi, e concludendo infine che era una fortuna che lei non lo avesse visto e che Armando se ne fosse andato.

La ragazza esaminò il grande orologio all’esterno della biglietteria, guardò ancora verso i binari e se ne andò.

Tiberio corse al cestino, ripescò il mazzo e, mentre la seguiva in apnea, fu colto da una quasi totale assenza di suoni: niente più fischi di treni, nessun annuncio all’altoparlante, mute le voci concitate di chi stava partendo, e, anche sulla strada, le macchine in movimento facevano lo stesso rumore di quelle parcheggiate. Per qualche secondo, sentì solo il battito del suo cuore e il leggero fruscio del cellophane che avvolgeva le rose. Finché non la raggiunse al semaforo e respirò.

Fu investito dal fragore della strada e tornò il chiasso confuso della stazione alle sue spalle. La nebbia si era alzata e la sera sembrava notte fonda.

Attraversarono uno accanto all’altra, Tiberio entrò dopo di lei nel bar dell’hotel; solo quando fu seduta con una cioccolata calda davanti, si avvicinò.

“Se non ti offendi, queste sono per te”.

La sua espressione triste accennò un sorriso. Di nuovo avvolse ciuffi di capelli tra le dita, ma i boccoli si raddrizzarono subito. Con un gesto della mano lo invitò a sedersi.

Tiberio le raccontò che la sua nuova fidanzata non si era presentata all’appuntamento e lei, forse pensando che questa storia fosse più triste della sua, rise. Per farla ridere di nuovo, Tiberio raccontò ancora, inventando sempre meno e dimenticando Armando, di cui lei non gli parlò mai.

Mai, in trentacinque anni.

Da un po’ di tempo Tiberio non dorme bene. Forse è normale che sia così: già prima di compiere sessant’anni ha cominciato a sentire gli acciacchi dell’età. Il disturbo del sonno è uno di questi, ha pensato. Poi si è ricordato di un’immagine che qualche giorno fa lo aveva turbato, e che aveva subito scacciato dalla memoria, con irritazione, come si allontana una zanzara senza accorgersi che ha appena punto.

Una notte, quell’immagine è tornata prepotentemente a inquietarlo, nitida, come in una fotografia. L’aveva rivisto. Che giorno era? Possibile fosse il giorno dell’appuntamento? Seduto su una panchina del binario uno, con lo sguardo rivolto ai treni in arrivo, una mano sull’altra, e sotto un bastone da passeggio. Armando aspettava, accanto a lui un mazzo di rose rosse, tutti boccioli.

 

 

 

Pomeriggio di scrittura in campagna

Domenica 17 novembre dalle ore 15.00 ci troveremo all’Agriturismo da Lauretta a Gardigiano di Scorzè per cogliere le straordinarie suggestioni narrative di questo luogo.

La partecipazione è gratuita e aperta a tutti.
L’incontro si svolgerà per almeno otto partecipanti.
E’ gradita conferma di partecipazione all’evento.
E’ gradita l’iscrizione al Circolo, ma non obbligatoria.

Scaletta del pomeriggio:
Ore 15:00 saluti e introduzione alle attività
Ore 15:45 esplorazione dei luoghi e scrittura
Ore 16:30 revisione personale del testo
Ore 17:00 lettura collettiva degli elaborati
Ore 18:00 chiusura delle attività

Vi aspettiamo numerosi!
Lo staff del Circolo Culturale W.Tobagi

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Aperte le iscrizioni per il laboratorio di scrittura creativa ed.2013-2014: L’officina del racconto

Sono ufficialmente aperte le iscrizione al laboratorio di Scrittura Creativa organizzato dal Circolo Culturale Tobagi per l’anno 2013/2014.
Il titolo del laboratorio di quest’anno è “L’officina del racconto”. Il corso inizierà mercoledì 20 novembre e si svolgerà sempre
il mercoledì pomeriggio dalle 17.30 alle 19.30 presso l’hotel Bologna di Mestre.
Sarà suddiviso in quattro moduli:
LE COSE
LE PERSONE
LE FORME
LE PAROLE

Come ogni anno nei nostri incontri si alterneranno scrittori affermati e professionisti della scrittura
creativa. Quest’anno saranno con noi: Laura Pugno, Marcello Fois, Antonia Arslan, Giulio Mozzi, Roberto Ferrucci,
Massimo Carlotto, Andrea Cortellessa e Laura Lepri.

Per chi si affaccia per la prima volta alla scrittura narrativa, ma anche per tutti gli altri iscritti, sarà possibile seguire un percorso propedeutico al corso vero e proprio. Il precorso sarà composto da due incontri , uno il 6 novembre e uno il 13 novembre, gestiti da Tiziana Agostini e Elena Triantafillis, presso la sede del Circolo, dalle 17.30 alle 19.30.
Parallelamente al laboratorio avremo i Dopocena con l’autore: Lo scrittore Roberto Ferrucci gestirà degli incontri serali come approfondimento del laboratorio con esercizi di scrittura e analisi dei testi dei corsisti.

Novità di quest’anno le escursioni in luoghi di suggestione narrativa, un luogo di alienazione come un forte militare divenuto laboratorio di nuova umanità, Forte Marghera, un lembo della campagna veneziana con la fatica del lavoro di animali e campi, l’agriturismo “da Loretta”.
(17 novembre: Pomeriggio di scrittura in campagna – Agriturismo Da Lauretta
In primavera: Mattinata di scrittura al Forte – Forte Marghera)

Per informazioni: CIRCOLO WALTER TOBAGI VENEZIA, via Tipaldo 1 Mestre- Venezia Tel-fax 041-5319530 cell. 3332818741; e-mail info@waltertobagi.net sito internet www.waltertobagi.net
Orario segreteria: lunedì e venerdì 17.00 – 18.30

Qui la locandina del programma di quest’anno:  LABORATORIO 2013-2014 (in formato PDF).

Premio Letterario Internazionale San Marco-Città di Venezia 2013 assegnato a Gianni Cameri

Sabato 13 aprile 2013, nella Sala Cesetti dell’hotel Bauer di Venezia è stato assegnato a Gianni Cameri il Primo “Premio Letterario Internazionale San Marco-Città di Venezia 2013” per il racconto “Sospetti”. Si tratta della più recente affermazione dell’autore già premiato nelle edizioni passate dello stesso Concorso dove si è affermato, sempre al primo posto con i romanzi “Miramare”,” I dimenticati del Vajont” e con i racconti “L’ombra del dubbio”,”Nebbia come in quella notte” e “Rimpianti”. Per il romanzo inedito “Una donna in carriera” e per il racconto “Il portasigarette d’argento” si è aggiudicato, invece, in entrambi casi, il Secondo Premio.
Lo stesso autore ha ottenuto analoghi lusinghieri risultati in Concorsi banditi in altre città. Suoi scritti sono stati tradotti in inglese, tedesco, francese, olandese e russo.
Ci fa piacere ricordare che Gianni Cameri è corsista del nostro laboratorio da 14 anni.