SPQR Vs TVB

Su “la Lettura” di domenica tredici ottobre troviamo l’ennesimo articolo (qui) sulle abbreviazioni e sugli acronimi del texting (il linguaggio breve degli sms). L’autrice, Federica Colonna, manifesta un approccio indulgente verso questo fenomeno che si va sempre più affermando mano a mano che la comunicazione in rete conquista nuovi adepti. Un atteggiamento benevolo che sembra voler contrastare una certa diffidenza se non addirittura ostilità dell’accademia nei confronti degli acronimi diventati in alcuni casi dei veri e propri neologismi. L’articolo pullula di autorevoli contributi a favore dell’initialism (tendenza a creare nuovi termini, mettendo in fila le iniziali delle parole) tra i quali spicca quello di Ann Duffy, insegnante di scrittura creativa alla Manchester Metropolitan University,  che dichiara (con una buona dose di temerarietà) che “le poesie sono state i primi sms”. L’affermazione suscita qualche perplessità circa le competenze filologiche della docente, ma tiriamo un sospiro di sollievo nel pensare che nel 1300 Dante non sia stato costretto a digitare su uno smartphone (magari ideato dal grande artigiano fiorentino Stefano Lavoro) le tre Cantiche della Comedìa. Ma le acrobazie argomentative a sostegno del texting si sprecano. “Eppure SPQR è la stessa cosa di TVB (ti voglio bene)” e sono pure costernati nell’apprendere che “TVB non lo sopportano in molti, ma nessuno contesta SPQR”. SPQR stava a  significare Senatus PopulusQue Romanus ed è inscritto (scalpellato nella pietra) sull’Arco di Tito e sullo stemma della Città di Roma, TVB al massimo può ambire al risvolto di copertina di un libro di Federico Moccia. Ciò che traspare è la mancanza assoluta  della consapevolezza che l’uso massiccio delle abbreviazioni (nella varie forme) rappresenti una perdita, un impoverimento della lingua. E ce ne dà una plastica dimostrazione la stessa autrice Federica Colonna laddove scrive: “Insomma: scrivere MILF per indicare una donna adulta, madre e attraente ci renderebbe più intelligenti.” L’acronimo MILF sta a significare  Mother I’d Like to Fuck (una mamma che mi piacerebbe chiavare). Con eleganza la Colonna evita di sciogliere fedelmente l’acronimo MILF e si avvale di una tra le molteplici figure retoriche: l’eufemismo. Siamo davvero sicuri di voler rinunciare alla ricchezza della nostra lingua?

Un commento a “SPQR Vs TVB

  1. Una delle peggiori abbreviazioni che mi sia stato dato di sentire è RIP (rest in peace) di cui si fa ormai deprecabile uso anche in Italia . Come se anche un sia pur superficiale addio a una persona che lascia questa terra potesse essere espresso con economia di parole, fiato e tempo, da dedicare magari faccende più importanti.

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