SCIACQUARE I “NIZIOLETI” IN CANAL GRANDE

Della polemica sul restauro dei nizioleti mi ha colpito la virulenza, ma anche la partecipazione, la passione. Ho letto molto sulla questione, dal comunicato di un’assessora (la nostra amata fondatrice) un po’ piccata, ai commenti sulla pagina FB del gruppo “Il passato e il presente dei nizioleti”, ai vari articoli di giornale. Trascuriamo: le polemiche strumentali, l’ostentata fiera appartenenza alla razza veneta, il buontempone (provocatore) che pubblica su FB la foto del nizioleto con scritto su: BARBARIA DELLE TAVOLE. Tanti parla perché i ga la boca e per darghe aria ai denti. Penso che l’assessora fosse consapevole che stava manipolando materia infiammabile, tanto che da filologa ha inteso ancorarsi solidamente a un documento: il Cattastico del 1786 che presenta però un uso diffuso della lingua italiana. Già la denominazione con la consonante geminata, che rappresenta sicuramente una forma arcaica, potrebbe far pensare a un ipercorrettismo di un dialettofono. 😉 Tutti i nativi sono legati fortemente alla loro città di origine, ma per i veneziani la forma urbis credo consegni un surplus di identificazione. Il grande psicanalista Salomon Resnik, in una indimenticabile cena alle Zattere nei primi anni ottanta, confidava a Umberto Galimberti che Venezia era una perfetta rappresentazione dell’inconscio. Oscure e intricate calli, immobili e maleodoranti rii dove il rimosso si addensa sul fondo. Forse è per questo che il legame dei veneziani con i luoghi della propria infanzia è così profondo, il nome delle calli e dei campi risuona vibrante e non ammette di essere profanato. Ha ragione l’assessora nel dire che la pronuncia del veneziano è molto diversa dalla forma scritta. Per soddisfare il veneziano (che con i nomi dei luoghi di origine ha un rapporto affettivo inalienabile) bisognerebbe accompagnare la denominazione con la trascrizione fonetica. 😉 Con la consapevolezza che la questione mobilita e agita in profondità avrei rinunciato a un po’ di rigore filologico e mi sarei concesso qualche libertà linguistica privilegiando termini invalsi. Seguendo il consiglio del Manzoni avrei preso i nizioleti e li avrei sciacquati in Canal Grande, il maledetto moto ondoso avrebbe favorito l’operazione.

3 commenti a “SCIACQUARE I “NIZIOLETI” IN CANAL GRANDE

  1. caro Paolo, con il tuo riferimento qui, a quella nostra cena con i mitici Resnik e Galimberti, mi hai spinto a cercare tracce di Salomon, nella speranza fosse ancora su questa terra: ti sorprenderai nel vedere anche tu il video di cui ti do link:
    http://www.youtube.com/watch?v=Dm-3TBKp_Js
    e codice per incorporarlo, eventualmente:

    così anche gli amici del tuo bel blog si fanno un’idea sull’originalità di questo grande psicanalista, nato nel 1920!

    • Caro Stefano, grazie per il link dove si può ammirare un lucidissimo Resnik a dispetto della veneranda età. Avevo letto di una sua conferenza a Bassano alla fine del 2012. In questo video non mi è sembrato molto diverso da quella sera di trent’anni fa. Te lo ricordi in quella nebbiosa serata alle Zattere con i capelli bianchi che uscivano dal baschetto nero… Che cosa indecifrabile è il tempo.

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