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Scrivere è trascrivere. Anche quando inventa, uno scrittore trascrive storie e cose di cui la vita lo ha reso partecipe: senza certi volti, certi eventi grandi o minimi, certi personaggi, certe luci, certe ombre, certi paesaggi, certi momenti di felicità e disperazione, tante pagine non sarebbero nate.
C. Magris
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Racconti di Antonella Bontae, Enrico Losso, Annalisa Trabacchin, Andrea Rasa, Giulia Rusconi, Lorenzo Bottazzo, Gabriella Zanotto, Monica Fanciullacci, Francesca Stratimirovich, Anna Girardi, Giorgio Borgognini, Annarosa Corò, Franco Castelli, Ilaria Costantini.
Interventi di Tiziana Agostini e Elena Triantafillis
Questo libro esplora, attraverso lo strumento della narrazione, le passioni e la loro deriva, raccogliendo i frutti di un anno di letture, discussioni, analisi e confronti al Laboratorio di Scrittura Creativa del Circolo Walter Tobagi di Venezia.
Propone, con accenti ironici e disincantati, quindici brandelli di verità, come quindici sono i racconti qui riuniti.
Passioni travolgenti e cuori infranti, acute nostalgie e amori inattingibili: quella stagione sembra davvero finita, come le battaglie contro il destino e contro la società per coronare i propri sogni. Eppure continuiamo ad amare e ad avere bisogno di amore, ma le passioni più che travolgerci ci avvolgono, ci stringono, ci consumano dentro. Si sono fatte più modeste e anche i dolori intensi sono diventati di piccola specie. Ma non significa che soffriamo di meno.
Meglio allora sintonizzarsi sul nostro tempo e abbassare il tiro, mettere da parte gli amori eterni e raccontare gli amori presenti.
In questo labile presente l’amore è come un foglio di carta, inconsistente, prende fuoco facilmente e in fretta si consuma, si dissolve con l’acqua, si ingiallisce col sole.
E in questa inesorabile immanenza scorrono le nostre vite, bisognose di storie e bisognose di sentirsi vive, come le passioni, anche se di carta.
Martedì 18 alle ore 17.30, presso l'Ateneo Veneto (Sala Tommaseo - Campo S. Fantin VENEZIA), nell'ambito del corso di letteratura veneta, curato da Tiziana Agostini per conto dell'Ateneo Veneto di Venezia, dedicato al tema generale "Testi e contesti urbani - da Andrea Palladio a Tiziano Scarpa" la stessa Tiziana Agostini terrà una conversazione su "Guido Piovene e Vitaliano Trevisan: una "furiosa" passeggiata vicentina", che racconterà della linea vicentina della letteratura italiana. Dai tempi di Fogazzaro c'è infatti un filo rosso che unisce i narratori berici e che continua ad essere consapevolmente assunto anche dagli autori di ultima generazione, come Vitaliano Trevisan. Esemplare il legame tra "Le Furie" di Piovene, pubblicato nel 1963, e "I quindicimila passi" di Trevisan (2002), i cui personaggi percorrono idealmente e concretamente lo stesso cammino e fanno della città di Vicenza uno spietato strumento di indagine esistenziale.
Oggi, martedì 4 novembre alle ore 13.00, si terrà la conferenza stampa per la presentazione di "Un alfabeto per la scrittura", il nuovo laboratorio di scrittura creativa per l'anno 2008/2009 (14° anno di attività), L'evento si svolgerà in saletta seminariale al primo piano del Centro Culturale Candiani. Sarà presente l'assessore Luana Zanella e lo staff del Circolo Culturale Tobagi.
Ciao a tutti. Dopo questo week end quasi invernale ho deciso che fosse il momento giusto per rifarmi viva sul blog. L’estate è passata, dobbiamo rimetterci a lavorare sul serio : ) La mia è letteralmente volata e la vostra? Avete scritto qualcosa da poter leggere insieme? O eventualmente da pubblicare sul blog così da poter essere letto o commentato dagli altri corsisti? Fatevi avanti!
Letteratura in lutto: suicida lo scrittore Usa Foster Wallace
Il mondo della letteratura americano è rimasto sconvolto dalla morte per suicidio dello scrittore David Foster Wallace, 46 anni, trovato impiccato dalla moglie nella loro casa di Claremont, in California. Lo scrittore aveva raggiunto fama internazionale nel 1996 con il romanzo "Infinite Jest", un complesso ritratto (di oltre mille pagine) della società in un futuro vicino, denso di notazioni ironiche e sarcastiche che avevano fatto scattare paragoni con Thomas Pynchon e John Irving.
«Siamo rimasti senza parola e sconvolti dalla notizia della sua morte - ha commentato l'editore David Ulin - Era uno degli scrittori più influenti e innovativi degli ultimi 20 anni». Il critico del New York Times Frank Bruno aveva scritto che «Wallace era in campo letterario ciò che Robin Williams era nella comicità: un creatore così freneticamente pieno di energia e così divertito da ciò che stava facendo da portare spesso la sua performance a livelli stratosferici».
Nato a Ithaca (New York) il 21 febbraio 1962, figlio di un professore di filosofia e di una insegnante di inglese, Wallace aveva studiato a sua volta filosofia al prestigioso Amherst College prima di passare allo studio della narrativa. Laureatosi nel 1985, aveva trasformato la sua tesi universitaria nelle basi del suo primo romanzo, "The Broom of the System" (La scopa del sistema) che lo aveva fatto notare nel mondo letterario, per il suo senso dello humor e per la complessità del mondo da lui creato. Il New York Times nota che il suo stile era «pirotecnico e quasi incomprensibile» ma il suo umorismo cupo affascinava il lettore e lo teneva incollato al racconto anche nei passaggi dove era quasi impossibile orizzontarsi. Nel 1989 Wallace aveva pubblicato una raccolta di racconti ("Girl With Curious Hair"). Ma era stato nel 1996 il suo ambizioso romanzo "Infinite Jest" a dare fama internazionale e un pubblico appassionato allo scrittore, facendo scattare paragoni con i grandi della letteratura, a cominciare da Louis Ferdinand Céline e James Joyce. In un'intervista, Wallace aveva allora dichiarato di aver scritto "Infinite Jest" con l'intenzione di comunicare il senso di un crollo imminente.
Nel 2002 il Pomona College aveva offerto a Wallace una cattedra di insegnamento di scrittura creativa e l'autore aveva accettato con entusiasmo l'offerta. «Aveva uno splendido rapporto con i suoi studenti - ha affermato il rettore del college Gary Kates - Era un grande scrittore ma per noi era soprattutto uno straordinario insegnante». In Italia sia La scopa del sistema che Infinite Jest sono stati pubblicati da Fandango Libri. Il secondo è stato poi ripubblicato da Einaudi nel 2006. Nel 2000 Fandango organizzò a Roma un reading di tre giorni delle 1400 pagine aperto da Alessandro Baricco e cui partecipò anche Fernanda Pivano.
E’ il terzo anno che assisto ad un incontro con Roberto Ferrucci, ed ogni anno è interessante, diverso. Quest’ anno l’incontro è più personale, è incentrato sul suo ultimo libro ( Cosa cambia, Marsilio, 2007), dal quale ci legge anche dei brani. Ed è appunto con la lettura delle pagine di Cosa Cambia che ci spiega come lui crea i personaggi. E’ importante dare subito una connotazione ai personaggi, e soprattutto all’Io Narrante. Esistono personaggi principali e personaggi che anche se secondari permettono alla storia narrata di andare in una certa direzione. Ferrucci ci spiega che Cosa Cambia non voleva essere una testimonianza di quanto era successo a Genova, una pura cronaca. Tutto ciò che viene narrato sugli eventi di quei giorni a Genova sono veri; tutto il contorno della storia del protagonista è invece inventato. Per la riuscita narrativa del libro era necessario unire il ‘pubblico’ con il ‘privato’ , la Storia con la storia narrata. Ferrucci conclude dicendoci che per lui i veri manuali di scrittura creativa sono i romanzi. Per riuscire a scrivere è necessario leggere.
I racconti letti e commentati nell'incontro di oggi sono stati quelli aventi per tema “da un nome una storia”. Abbiamo letto i racconti di:
Antonella Bontae, Franco Castelli, Ilaria Costantini, Enrico Losso e Francesca Stratimirovich.
Se volete aggiungere qualcosa ai commenti fatti durante l'incontro potete farlo qui
Lo scrittore Daniel Pennac aprirà mercoledì 27 febbraio alle 20.45, all'Ateneo Veneto di Venezia, il ciclo di incontri "In punta di penna - L'informazione raccontata dai protagonisti" organizzato dall'Ordine dei Giornalisti del Veneto. Interverrà sul tema "Raccontare il reale: giornalismo e scrittura".
Tanto per cambiare sono arrivata ad incontro iniziato! Giovanni Montanaro è uno scrittore giovane, ha 24 anni, si è laureato in giurisprudenza nel 2007 e contemporaneamente ha pubblicato il suo primo libro, La croce Honninfjord, con Marsilio. Ci ha raccontato che la prima stesura del libro è avvenuta in due mesi e mezzo, poi un anno di revisione per pubblicarlo. Ci parla di come immaginare una storia e naturalmente poi scriverla. Quando si vuole scrivere un racconto o un romanzo, la storia che si vuole raccontare deve essere credibile. La storia è azione, è un luogo dove delle persone ( personaggi ) si incontrano. Lo scrittore nel racconto crea un mondo in cui tutto può succedere. Spesso all’inizio di una storia, lo scrittore non sa dove la storia lo porterà ( una sorta di libero arbitrio dei personaggi). Lo scrittore quando scrive ha una responsabilità, perché il lettore forse farà propria parte del libro, e soprattutto perché si scrive per comunicare qualcosa agli altri. Quando si decide di raccontare qualcosa si deve partire dal presupposto che qualcuno le leggerà. Quindi è necessario scrivere andando incontro al lettore. Per esempio Montanaro nel suo primo romanzo ha creato tanti capitoli brevi, cercando così di essere utile al lettore che lo legge in treno, in autobus, andando a lavoro, che così ha la possibilità di riuscire a leggere capitoli interi e non interrompesi a metà nella lettura. Gli abbiamo chiesto da dove scaturiscono le sue idee per scrivere, la sua risposta è stata dalle immagini.
L’incontro con Pietro Spirito è stato interessante da più punti di vista, abbiamo incontrato il l’uomo, il giornalista e lo scrittore. Ha un modo di spiegare preciso, legge da un foglio dove ha annotato degli appunti, si interrompe per rispondere alle domande e prosegue riprendendo da dove si era fermato. Veniamo al dunque, doveva parlarci dei personaggi o meglio come nascono i personaggi, e così ha fatto. I personaggi per uno scrittore sono ovunque. A volte l’incontro casuale con delle persone per strada, una foto, un’oggetto può far nascere un personaggio. Il racconto o il romanzo è un organismo di parole, in cui i personaggi si muovono. Spirito suddivide i personaggi in tre categorie:
Ci elenca poi un decalogo di regole alle quali dovrebbero attenersi i personaggi:
- Il personaggio deve essere CREDIBILE. Tutto ciò che un personaggio fa deve essere FUNZIONALE alla narrazione.
- Il personaggio è AZIONE: mostrare e non spiegare.
- Ogni personaggio ha delle intenzioni.
- Ogni personaggio ha un passato.
- Il personaggio ha una reputazione.
- Deve avere dei difetti. Il difetto rende credibile un personaggio.
- Deve avere dei gusti, delle preferenze.
- Deve essere originale ( evitare gli stereotipi ).
- Ogni personaggio deve essere mosso da delle intenzioni.
- Regola riassuntiva.Le tre regole principali sono: le azioni del personaggio, le sue motivazioni e le esperienze passate.
Ogni romanzo ( o racconto) è un insieme di metafore che ci vogliono dire qualcosa. Nella narrativa la credibilità non è data dai fatti ( dalla verificabilità di un fatto narrato) ma piuttosto da quanto il lettore rimane coinvolto dai personaggi, da quanto li ritiene credibili. Ritornando alle tre categorie di personaggi Spirito ci ha spiegato che spesso la verità di un personaggio reale imbriglia la verità narrativa. Infatti è per questo che è difficile utilizzare dei personaggi reali. Il personaggio immaginario invece ha sempre qualcosa in sé dello scrittore. Una tecnica per creare personaggi immaginari può essere quella di mettersi nei panni degli altri, di porsi delle domande sul personaggio che si vuole creare: perché è vestito così?, parla in dialetto?, perché?, in che dialetto?. Quindi è molto importante OSSERVARE e PORSI DELLE DOMANDE. Ogni personaggio deve avere il proprio modo di esprimersi. Meglio non utilizzare dei manuali di psicologia per caratterizzare e dare spessore ai personaggi. Anche la scelta del nome è importante, non deve essere messo a caso. Nel caso dei personaggi storici, è necessario tenere un approccio documentale. E’ necessario conoscere il personaggio che si vuole inserire nel proprio racconto. In generale Pietro Spirito ci ha detto che è necessario che lo scrittore sia consapevole di ciò che scrive.
All’incontro è proseguita una piacevole cena in compagnia di Pietro Spirito. Alla prossima
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gennaio 2009
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