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<title>Tobagi Blog</title><link>http://www.waltertobagi.net/dblog/</link>
<description>Tobagi Blog</description><language>it</language>
<item>
	<title><![CDATA[L'allieva (decana) e il professore.]]></title>
	<description><![CDATA[<p><img src="/public/gg1.JPG" alt="" /></p>
<p><img src="/public/gg2.JPG" alt="" /></p>
<p><img src="/public/gg3.JPG" alt="" /></p>
<div><a name="OLE_LINK6"><span><span><span><span><span style="COLOR: maroon; FONT-SIZE: 10pt">L&rsquo;ha voluta alla sua destra e lei, disinvolta, ha accettato l&rsquo;invito. Ha messo subito le cose in chiaro. Io non scrivo. Ma soprattutto non accetto consegne. Come non la conoscessimo e non sapessimo la sua riottosit&agrave; alle regole. Siamo abituati al suo &ldquo;interventismo&rdquo; spesso fuori tema, e fuori tempo, ma foriero di storie e impressioni.</span></span></span></span></span></a></div>
<div><span><span><span><span><span><span style="COLOR: maroon; FONT-SIZE: 10pt">In fondo, se non ci fosse lei a gratificare i vari autori che vengono a farci visita&hellip;</span></span></span></span></span></span></div>
<div><span><span><span><span style="COLOR: maroon; FONT-SIZE: 10pt">Mozzi, da persona intelligente qual &egrave;, se l&rsquo;&egrave; messa al fianco. Non avr&agrave; dimenticato che Gabriella pi&ugrave; volte gli ha confessato che <i>Questo &egrave; il giardino </i>&egrave; tra le cose pi&ugrave; belle che lui abbia scritto. Esattamente quello che pensa anche lui.</span></span></span></span></div>
<div><span><span><span><span style="COLOR: maroon; FONT-SIZE: 10pt">Eccoli, affiancati. Giulio parla, gesticola, ascolta, Gabriella controlla che ogni parola vada a segno. Strana coppia.</span></span></span></span></div>
<p><img src="/public/gg4.JPG" alt="" /></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.waltertobagi.net/dblog/articolo.asp?articolo=99]]></link>
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	<dc:date>2012-04-15T19:38:15+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Paolo Gallina</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[È morto Tabucchi.]]></title>
	<description><![CDATA[Ho appena letto che &egrave; morto Antonio Tabucchi. Autore raffinatissimo dalla scrittura allusiva che molto ha scritto sul tema del viaggio e del tempo. Tempo di cui ne manifest&ograve; la percezione nel suo romanzo epistolare Si sta facendo sempre pi&ugrave; tardi. Ricordo ancora l'emozione provata quando qualche tempo fa ho trovato in una libreria di vecchi libri una preziosa edizione Sellerio di Notturno indiano. Copertina in carta Roma fabbricata a mano colore amaranto (sbiadito dal tempo) con incollata (s&igrave;, incollata, no stampata) una riproduzione quadrata di una miniatura indiana raffigurante  una Fanciulla con lampada. Inutile dire che sono corso nello studio l'ho sfilato tra Tristano muore e Il tempo invecchia in fretta e l'ho rigirato tra le mani fino a leggere nel risvolto di copertina: "È il lato notturno e occulto delle cose il tema di Notturno indiano".]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.waltertobagi.net/dblog/articolo.asp?articolo=97]]></link>
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	<dc:date>2012-03-25T15:19:28+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Paolo Gallina</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Verità, onestà, gusto. Questo è il vocabolario.]]></title>
	<description><![CDATA[<div style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 12pt"><span style="COLOR: #5e3100; FONT-SIZE: 10pt">Un grazie a Elisabetta per averci segnalato (vedi commenti liberi su questo blog) l&rsquo;articolo di Raffaele La Capria sul Corriere. Un&rsquo;autorevole punto di vista sulla <i>vexata quaestio</i>:buona/cattiva letteratura. Dirimente, e pertanto preziosa, la citazione che La Capria fa del critico Hans Sedlmayr e del suo libro <i>Arte e Verit&agrave;. </i>Verit&agrave;, parola che ha &ldquo;risuonato&rdquo; frequentemente in questo blog mentre discutevamo di letteratura. Scrive La Capria (citando Sedlmayr): &ldquo;<i><u>oggi accade (&hellip;) che la composizione, abbia la pretesa di sostituirsi alla creazione&rdquo;</u>.</i> Per poi lanciarsi in una esegesi della creazione: <i>&ldquo;Ma la creazione &egrave; qualcosa di diverso, nasce dalla forza dell'immaginazione, e crea chiare immagini significanti, fantastiche metafore conoscitive, invenzioni verbali illuminanti, e un suo proprio linguaggio. La composizione, (la costruzione) non nasce come la creazione dalla potenza dell'immaginazione, nasce invece da un'intelligenza combinatoria, dalla razionale capacit&agrave; di assemblare elementi diversi, e di <u>intuire furbescamente </u>quel che si pu&ograve; rubare (imitare) di qua e di l&agrave;. (&hellip;) </i></span><i><span style="COLOR: #5e3100; FONT-SIZE: 10pt">Non mi piacciono invece i libri troppo affidati a un'abilit&agrave; stilistica dalle <u>&laquo;volpi dello stile&raquo;</u></span></i><i><span style="COLOR: #5e3100; FONT-SIZE: 10pt">, (&hellip;) li trovo &laquo;disanimati&raquo;, spesso sono &laquo;oggetti letterari&raquo; di notevole fattura, ma soddisfano pi&ugrave; la mia intelligenza che il mio cuore&rdquo;</span></i><span style="COLOR: #5e3100; FONT-SIZE: 10pt"> .</span></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 12pt"><span style="COLOR: #5e3100; FONT-SIZE: 10pt">Ho l&rsquo;impressione che, nonostante la veneranda et&agrave; (90), La Capria prediliga avventurarsi sui cornicioni, piuttosto che infilarsi il monocolo dell&rsquo;orologiaio e assemblare oliati ingranaggi.</span></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 12pt"><span style="COLOR: #5e3100; FONT-SIZE: 10pt">Non &egrave; che questo blog tra i suoi pochi lettori annovera anche questo intellettuale napoletano? Dico questo perch&eacute; l&rsquo;articolo di La Capria riprende una serie di parole e questioni che hanno animato la nostra discussione attorno alla letteratura. La parole: <b>verit&agrave;, onest&agrave;</b><i>, </i>(in contrapposizione a <i>furbescamente</i> e </span><i><span style="COLOR: #5e3100; FONT-SIZE: 10pt">&laquo;volpi dello stile&raquo;</span></i><span style="COLOR: #5e3100; FONT-SIZE: 10pt">), <b>gusto</b>.</span></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 12pt"><span style="COLOR: #5e3100; FONT-SIZE: 10pt">Non possiamo non essere lusingati dall&rsquo;avere saputo individuare un vocabolario esiguo, ma necessario ad affrontare una discussione cos&igrave; complessa. Solo un piccolo rilievo ci sentiamo di esprimere sull&rsquo;articolo di La Capria. Quella citazione finale </span><i><span style="COLOR: #5e3100; FONT-SIZE: 10pt">&laquo;Sii profondamente superficiale&raquo;</span></i><span style="COLOR: #5e3100; FONT-SIZE: 10pt"> &nbsp;&egrave; molto efficace, anche se non so quanto significativa; non vorrei che La Capria avesse furbescamente approfittato del fascino dell&rsquo;ossimoro per promuovere il suo ultimo libro </span><i><span style="COLOR: #5e3100; FONT-SIZE: 10pt">Esercizi superficiali. Nuotando in superficie</span></i><span style="COLOR: #5e3100; FONT-SIZE: 10pt">, Mondatori, 2012.</span></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.waltertobagi.net/dblog/articolo.asp?articolo=96]]></link>
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	<dc:date>2012-03-15T12:40:59+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Paolo Gallina</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[No. Perec, no! Gabriella ha detto basta.]]></title>
	<description><![CDATA[<div style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 12pt"><span style="COLOR: #5e3100; FONT-SIZE: 10pt">Per l&rsquo;ennesima volta ieri Ferrucci ha cercato di convincerci che scrivere non sia una dannazione. Che l&rsquo;immagine romantica dello scrittore gobbo, curvo sulle sudate carte, sia l&rsquo;eredit&agrave; di una scuola ottocentesca che non ha saputo rinnovare programmi e insegnanti. Scrivere non &egrave; un&rsquo;arte, l&rsquo;ispirazione non esiste, tutto pu&ograve; diventare soggetto narrativo.</span></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 12pt"><span style="COLOR: #5e3100; FONT-SIZE: 10pt">No. Perec, no, ti prego Roberto. Non citarcelo ancora una volta, anche perch&eacute; non so se alla fine sia riuscito nel suo <i>Tentativo di esaurire un luogo parigino</i>, ma sono sicuro che ha esaurito la pazienza di Gabriella e forse anche di qualcun altro. Non capisco questa ostinato, pervicace tentativo di ridurre tutto al grado zero, di arrendersi a un frigido tecnicismo. E va bene abbiamo letto tutti Barthes, Queneau, Calvino, conosciamo le teorie del gruppo dell&rsquo;Ouliplo sulla restrizione e la regola. Quei testi: bei giocattolini, bei orologetti, direbbe Baricco. </span></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 12pt">Nel mio post <a href="http://www.waltertobagi.net/dblog/articolo.asp?articolo=93"><span style="COLOR: #5e3100">Tic-tac, tic-tac. Cos'&egrave;? <span style="COLOR: #5e3100">L'orologio o il cuore?</span></span></a><span style="COLOR: #5e3100; FONT-SIZE: 10pt">ho gi&agrave; preso parte</span><span style="COLOR: #5e3100; FONT-SIZE: 10pt"> nella querelle Moresco <i>Vs</i> Baricco (cfr. Venerd&igrave; di Repubblica 11/11/2011). Avevo scritto: parteggio sfacciatamente per il primo. Faccio volentieri a meno del virtuoso orologiaio costruttore di meccanismi perfetti (Baricco) e corro con il cuore in gola a vigilare le sorti del sonnambulo svegliato di soprassalto sul cornicione di un tetto (Moresco). Merita citare qualche stralcio della lettera di Moresco a Baricco.</span></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 12pt"><i><span style="COLOR: #5e3100; FONT-SIZE: 10pt">&ldquo;Ma perch&eacute; la letteratura non potrebbe pi&ugrave; essere un&rsquo;arte? Perch&eacute; prima poteva esserlo e adesso non pi&ugrave;? Chi l&rsquo;ha stabilito? Baricco. E sulla base di cosa? Di Baricco stesso.</span></i></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 12pt"><i><span style="COLOR: #5e3100; FONT-SIZE: 10pt">Ne circolano molte di queste piccole teorie autoreferenziali, in questi anni, che trasformano le proprie misure, le proprie frustrazioni e i propri lutti male elaborati in teorie generali e tombali valide per un&rsquo;intera epoca e additate come insuperabili. Siamo circondati da libri e libretti che ci dicono e ci ingiungono che non c&rsquo;&egrave; pi&ugrave; l&rsquo;esperienza, non c&rsquo;&egrave; pi&ugrave; il trauma (magari!), o che la letteratura deve essere tarata solo su un&rsquo;idea piccola e orizzontale di &ldquo;realt&agrave;&rdquo; e &ldquo;neorealistica&rdquo; (...), che la letteratura pu&ograve; essere al massimo un sintomo e non invece -anche- svelamento, prefigurazione, invenzione, pensiero, verit&agrave;, profezia&hellip;,&rdquo;</span></i></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 12pt"><i><span style="COLOR: #5e3100; FONT-SIZE: 10pt">Perch&eacute; chi ha deciso di posizionarsi nella casella della &ldquo;letteratura&rdquo; (&hellip;) sembra essere in grado di fornirci solo questo minimalistico abbassamento della vita e del mondo, questa superficialit&agrave;, questo ticchettio da ultime ore?</span></i></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 12pt"><i><span style="COLOR: #5e3100; FONT-SIZE: 10pt">La letteratura &egrave; una cruna, bisogna riaprirla di continuo, allargarla, per andare a toccare gli altri spazi pi&ugrave; grandi in cui siamo immersi e sfondare le pareti che imprigionano i nostri corpi e le nostre menti. Quella forza che ci appare moltiplicatoria e aliena e che in passato &egrave; stata ingenuamente chiamata &rdquo;ispirazione&rdquo; esiste ancora dentro di noi e gli artisti, gli scrittori, i poeti, sanno che esiste, l&rsquo;hanno sempre saputo, perch&eacute; l&rsquo;hanno conosciuta, sperimentata, inventata.</span></i></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 12pt"><i><span style="COLOR: #5e3100; FONT-SIZE: 10pt">Ma quello che stai dicendo sulla letteratura &egrave; difensivo, &egrave; superficiale, non ha verit&agrave; profonda. Tu continuerai a costruire i tuoi orologi, io a svegliarmi di soprassalto sui cornicioni&rdquo;.</span></i></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 12pt"><span style="COLOR: #5e3100; FONT-SIZE: 10pt">E voi da che parte state?</span></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.waltertobagi.net/dblog/articolo.asp?articolo=95]]></link>
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	<dc:date>2012-03-08T11:24:52+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Paolo Gallina</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Punto fermo sul punto e virgola.]]></title>
	<description><![CDATA[<div style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 14pt"><span style="COLOR: #663300; FONT-SIZE: 10.5pt">A proposito dell&rsquo;idiosincrasia di Andrea, e in parte anche di Roberto, all&rsquo;uso del punto e virgola ho trovato un vademecum dell&rsquo;Accademia della Crusca in merito alla punteggiatura:</span></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 14pt"><span style="COLOR: #663300; FONT-SIZE: 10.5pt">&ldquo;Il <em>punto e virgola </em>(<em>punto acuto, punto coma</em>) segnala una pausa intermedia tra il punto e la virgola e il suo uso spesso dipende da una scelta stilistica personale. Si adopera soprattutto fra proposizioni coordinate complesse e fra enumerazioni complesse e serve a indicare un&rsquo;interruzione sul piano formale ma non sul piano dei contenuti.&rdquo;</span></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 14pt"><span style="COLOR: #663300; FONT-SIZE: 10.5pt">Certo che con l&rsquo;imperante uso da parte degli scrittori moderni della scrittura paratattica &egrave; molto difficile rinvenire nei loro testi proposizioni coordinate complesse. E quindi, il punto e virgola va a farsi friggere.</span></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 14pt"><span style="COLOR: #663300; FONT-SIZE: 10.5pt">Vale la pena comunque ricordare che sul valore di una punteggiatura ben scelta G. Leopardi scriveva nel 1820 a Pietro Giordani: &quot;Io per me, sapendo che la chiarezza &egrave; il primo debito dello scrittore, non ho mai lodata l&rsquo;avarizia de&rsquo; segni, e vedo che spesse volte una sola virgola ben messa, d&agrave; luce a tutt&rsquo;un periodo. Oltre che il tedio e la stanchezza del povero lettore che si sfiata a ogni pagina, quando anche non penasse a capire, nuoce ai pi&ugrave; begli effetti di qualunque scrittura&quot;. </span></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 14pt"><span style="COLOR: #663300; FONT-SIZE: 10.5pt">E questa citazione non intende certo rimandare ad arcaismi, ma mi sembra preziosa laddove richiama il primo debito dello scrittori nei confronti del Lettore: la chiarezza.</span></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.waltertobagi.net/dblog/articolo.asp?articolo=94]]></link>
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	<dc:date>2012-02-23T13:02:09+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Paolo Gallina</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Tic-tac, tic-tac. Cos'è? L'orologio o il cuore?]]></title>
	<description><![CDATA[<div style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 15pt"><span style="COLOR: #663300; FONT-SIZE: 10.5pt">&Egrave; incredibile come una foto, un po&rsquo; insulsa per la verit&agrave;, sia generatrice di cos&igrave; tante suggestioni, evochi storie cos&igrave; forti. Evidentemente abbiamo imparato la lezione: qualsiasi elemento, anche il pi&ugrave; banale pu&ograve; diventare oggetto di narrazione. Ogni pre-testo &egrave; sufficiente per scrivere un testo. Una <i>location</i> stereotipata, come Piazza S. Marco di notte, ha suscitato narrazioni di olocausti e stermini; di guerra e fantascienza; di demoni e di passioni frustrate. Potenza della scrittura.</span></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 15pt"><span style="COLOR: #663300; FONT-SIZE: 10.5pt">Ieri sera c&rsquo;era un&rsquo;atmosfera particolare al Bologna. Nella tarda ora di un mercoled&igrave; delle Ceneri, alternando il ruolo di vittima e carnefice, eravamo tutti disposti al <i>jeu de massacre</i> sotto la guida del perfido Ferrucci. Qualcuno (persona autorevole) si &egrave; lasciato sfuggire:</span><span style="COLOR: #663300; FONT-SIZE: 10.5pt">&laquo;</span><span style="COLOR: #663300; FONT-SIZE: 10.5pt">Qui si scherza e si ride sulla pelle della gente</span><span style="COLOR: #663300; FONT-SIZE: 10.5pt">&raquo;. &Egrave; difficile da comprendere perch&eacute; uno scrittore, dopo essersi sottoposto alla fatica dello scrivere, sia poi disposto a sottostare al giudizio, talvolta irridente, di una platea di colleghi. </span><span style="COLOR: #5e3100; FONT-SIZE: 10.5pt">Scrivevo nel post <i>Per chi si scrive?</i>:</span></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 15pt"><span style="COLOR: #5e3100; FONT-SIZE: 10.5pt">&ldquo;Se scrivi un testo fortemente connotato sul piano emotivo (con una buona dose di fatica e dolore) non &egrave; cos&igrave; facile vederlo ridotto in strame. Ci&ograve; che appare intollerabile non &egrave; tanto la critica alle tue capacit&agrave; di scrittore, ma che venga disturbata la tua realt&agrave; interna. Questo per dire che la scrittura &egrave; sempre materia sensibile che ci mette in gioco e ci lascia spesso in carne viva.&rdquo;.</span></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 15pt"><span style="COLOR: #5e3100; FONT-SIZE: 10.5pt">Diffido dalle analisi troppo tecnicistiche e nella querelle Moresco <i>Vs</i> Baricco (cfr. Venerd&igrave; di R. 11/11/2011) parteggio sfacciatamente per il primo. Faccio volentieri a meno del virtuoso orologiaio costruttore di meccanismi perfetti (Baricco) e corro con il cuore in gola a vigilare le sorti del sonnambulo svegliato di soprassalto sul cornicione di un tetto (Moresco).</span></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.waltertobagi.net/dblog/articolo.asp?articolo=93]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.waltertobagi.net/dblog/articolo.asp?articolo=93</guid>
	<dc:date>2012-02-23T12:15:48+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Paolo Gallina</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[E' la letteratura, bellezza!]]></title>
	<description><![CDATA[Oggi su “la Lettura” Roberto Ferrucci nel presentare La verit&agrave; su Marie, ultimo romanzo di Jean - Philippe Toussaint, si lancia in una appassionata perorazione della letteratura contemporanea d’oltralpe. Conosciamo la sua predilezione per l’idioma française; traduttore di JPT e reduce da Saint-Nazaire con sottobraccio il suo libro che, mentre parla di una storia d’amore, lancia un’amara invettiva contro il governo del suo paese. (quello precedente, eh!). Lo conosciamo, lo conosciamo e proprio per questo comprendiamo il suo j’accuse rivolto ai Lettori italiani. Perch&eacute; se in Italia gli scrittori in lingua francese non se li fila nessuno non &egrave; certo perch&eacute; non vengono tradotti. Ferrucci stesso ci fa un bell’elenco di editori italiani che hanno nel proprio catalogo scrittori francesi: Einaudi, Adelphi, Rizzoli, Feltrinelli, Zandonai, Barb&egrave;s, Guanda e Missiroli, nella pagina a fianco della “Lettura”, completa l’elenco con Giunti e Bompiani. Loro pubblicano, siamo noi lettori che non li leggiamo. Forse &egrave; vero quello che scrive Ferrucci, che siamo il paese dei luoghi comuni, dei clich&eacute;, ma non &egrave; che magari &egrave; soltanto una questione di gusto. Ci accusa di essere lettori ignoranti, filo-americani, sedotti da narrazioni piene di dialoghi, di sorprese, di suspense. “I miei libri erano diventati sempre pi&ugrave; leggeri, divertenti, leggi felici” aveva dichiarato Toussaint nell’illustrare il tentativo di “inacidire” il suo Fare l’amore  introducendo fin dalla prima pagina la bottiglietta di acido cloridrico. Se noi gli preferiamo Roth e i suoi libri pesanti, deprimenti, leggi angosciosi, non &egrave; perch&eacute; lui, Roth ci racconta una realt&agrave; pi&ugrave; affine alla nostra vita, alla nostra societ&agrave;? Un’idea della letteratura meno divertissement che si interroga sul “senso”, che cerca le risposte alle solite domande: chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo. E poi alla fine, l’ho gi&agrave; detto, forse &egrave; solo questione di gusto, come quello che ha decretato un successo epocale alla trilogia di Millennium dello svedese Larsson. Cosa c’&egrave; di pi&ugrave; marginale della letteratura svedese? Eppure. La formidabile invenzione del personaggio di Lisbeth ha funzionato (e come ha funzionato!).
Cosa posso dirti Roberto? Non prendertela con i lettori che non capiscono.
"È la letteratura, bellezza. E tu non ci puoi fare un bel niente!"
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.waltertobagi.net/dblog/articolo.asp?articolo=91]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.waltertobagi.net/dblog/articolo.asp?articolo=91</guid>
	<dc:date>2012-02-19T15:31:37+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Paolo Gallina</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Ragazzi de che ? ... de vita]]></title>
	<description><![CDATA[<div style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 14pt"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Ieri Villalta ci ha confessato di essersi infastidito, fino al punto di spegnere la radio, nel sentire a <i>Fahrenheit</i> la lingua usata da Pasolini in <i>Ragazzi di vita. </i>Una reazione personale che denota una scelta di gusto impegnativa in quanto esercitata nei confronti di un importante scrittore del novecento. Quello che &egrave; sembrato trasparire &egrave; stato un giudizio di anacronismo linguistico, l&rsquo;enunciazione di un dettato perentorio: &ldquo;oggi non si pu&ograve; pi&ugrave; scrivere cos&igrave;&rdquo;. E mi &egrave; tornata alla mente la querelle dell&rsquo;anno scorso attorno al <i>Male oscuro </i>di Berto. Allora si disse che le parole del titolo &ldquo;non suonavano bene, NON ERANO MODERNE, non dicevano niente, apparivano vaghe e indefinite&hellip;&rdquo; Anche in quell&rsquo;occasione fu espresso un giudizio di anacronismo, venne eseguita una verifica severa sulla &ldquo;tenuta&rdquo; del testo nel tempo. Se pu&ograve; essere vero che &ldquo;oggi non si pu&ograve; pi&ugrave; scrivere cos&igrave;&rdquo; nulla dovrebbe impedirci di leggere oggi quei testi, osservandoli con una prospettiva critica che colga gli intenti e gli esiti sperimentalisti che quella scrittura perseguiva. Non me ne voglia Villalta, ma mi &egrave; sembrato un po&rsquo; snob quel fastidio che l&rsquo;ha spinto a spegnere la radio &ldquo;&hellip; perch&eacute; proprio non si poteva sentire&rdquo;.</span></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 14pt"><span style="FONT-SIZE: 10pt">L&rsquo;approdo della narrativa contemporanea italiana molto deve all&rsquo;Ingegnere, ma qualcosa anche al poeta, a quell&rsquo;impolitico profeta come ebbe a definirlo Asor Rosa. Gadda e Pasolini che hanno condiviso l&rsquo;interesse per le possibilit&agrave; espressive dell&rsquo;italiano e la ricerca, da posizioni opposte, della <i>odorosa pantera </i>di una lingua nazionale, <i>una nuova lingua</i> <i>che raccontasse e rappresentasse l&rsquo;Italia, costituendo nel tempo stesso un modello che potesse ridurre o annullare la distanza tra lingua letteraria e lingua del </i>popolo (S.Corso, Gadda e Pasolini).</span></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.waltertobagi.net/dblog/articolo.asp?articolo=89]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.waltertobagi.net/dblog/articolo.asp?articolo=89</guid>
	<dc:date>2012-02-09T13:57:44+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Paolo Gallina</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Sono solo canzonette]]></title>
	<description><![CDATA[<div style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 13pt"><span style="COLOR: black; FONT-SIZE: 10pt">Sono sobbalzato oggi sfogliando “la Lettura“. Leggo: <i>Proust e Truffaut a Sanremo</i>. E mi dico, non poteva bastare Celentano? E chiss&agrave; se anche loro devolveranno il loro <i>cachet </i>in beneficenza a Emergency. Poi leggo bene la rubrica “Incanti”, in taglio alto, e scopro che i nostri due non saranno presenti al Festival, ma sono stati citati da due scrittori: Diego De Silva e Aldo Nove. </span><span style="COLOR: black; FONT-SIZE: 10pt">Proust ha parlato di canzonette ne <i>Les plaisirs et les jours</i> ( <i>vedi qui</i>: </span><span style="COLOR: black; FONT-SIZE: 10pt"><a href="http://www.marcelproust.it/musica/catt_mus.htm"><span style="COLOR: black">http://www.marcelproust.it/musica/catt_mus.htm</span></a></span><span style="COLOR: black; FONT-SIZE: 10pt"> )</span></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 13pt"><span style="COLOR: black; FONT-SIZE: 10pt">Truffaut ha fatto parlare Gerard Depardieu e Fanny Ardant nel film <i>La signora della porta accanto</i></span></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 13pt"><span style="COLOR: black; FONT-SIZE: 10pt">(Bernard Coudray (G&eacute;rard Depardieu) e Mathilde Bauchard (Fanny Ardant):</span></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 13pt"><span style="COLOR: black; FONT-SIZE: 10pt">“Vedo che ti interessi alle notizie, a cosa accadr&agrave; nel mondo. No: ascolto solo canzoni. Perch&eacute; dicono la verit&agrave;. Pi&ugrave; sono stupide e pi&ugrave; sono vere. E poi non sono stupide... Che dicono? Dicono "Non devi lasciarmi", "Senza di te in me non c'&egrave; vita", "Senza di te io sono una casa vuota", o "Lascia che io divenga l'ombra della tua ombra", oppure "Senza amore non siamo niente").</span></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 13pt"><span style="COLOR: black; FONT-SIZE: 10pt">Proust &egrave; stato per me l’iniziazione alla letteratura, il responsabile primo delle mie mai abbandonate velleit&agrave; di scrittore. Mi ricordo di adolescenziali letture febbrili de <i>La recherche,</i> cos&igrave; come di ripetute visioni dei film del maestro della <i>nouvelle vague</i>. Ho sempre pensato che le canzoni siano una forma di letteratura popolare, un genere minore, ma pieno <i>“dei sogni e delle lacrime degli uomini”.</i></span></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 13pt"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Quindi la settimana prossima tutti a guardare il Festival di Sanremo, poi alla fine potremo cantare tutti con Bennato </span><i><span style="FONT-SIZE: 10pt"> …non mettetemi alle strette…sono solo canzonette…ah, ah ah ah ah </span></i><span style="FONT-SIZE: 10pt">…</span></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.waltertobagi.net/dblog/articolo.asp?articolo=88]]></link>
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	<dc:date>2012-02-05T17:25:14+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Paolo Gallina</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Se cento parole vi sembran poche...]]></title>
	<description><![CDATA[<div style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 14pt"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Fioccano nelle nostre mail gli esercizi per il laboratorio di domani. S&igrave;, manca ancora qualcuno (tra cui il sottoscritto) ma la maggior parte dei corsisti si &egrave; cimentata con il romanzo in 100 parole. Si &egrave; percepito uno slancio, un entusiasmo nel misurarsi con questa prova. Questa volta il Ferrucci ci ha consegnato un compito impegnativo e stimolante. Forse pi&ugrave; di qualcuno ha visto un&rsquo;opportunit&agrave; di dare compiutezza al proprio lavoro, di accantonare per qualche ora - senza sensi di colpa - il coacervo di romanzi abbozzati, di incipit abbandonati, di scheletrici schemi narrativi per produrre finalmente un romanzo compiuto. Incipit, personaggi, trama, epilogo tutto in cento parole.</span></div>
<div style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 14pt"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Non c&rsquo;&egrave; niente da vergognarsi, se Calvino, nel saggio <i>Perch&eacute; leggere i classici,</i> ci dice che <i>&ldquo;&hellip;Borges &egrave; un maestro dello scrivere breve&hellip;&rdquo;</i> una scelta che per Borges <i>&ldquo;fu anche l&rsquo;invenzione di se stesso come narratore, l&rsquo;uovo di Colombo che gli permise di superare il blocco che gli impediva fino verso i quarant&rsquo;anni di passare dalla prova saggistica alla prosa narrativa.&rdquo;.</i> E poi con questa nostra grande disponibilit&agrave; verso lo scrivere breve dimostriamo di essere degli scrittori &ldquo;nazionali&rdquo; se &egrave; vero ci&ograve; che afferma sempre Calvino: <i>&ldquo;la vera vocazione della Letteratura italiana, come quella che custodisce i suoi valori nel verso o nella frase in cui ogni parola &egrave; insostituibile, si riconosce pi&ugrave; nello scrivere breve che nello scrivere lungo.&rdquo; </i>Considerazione che gli fece accarezzare l&rsquo;idea di formulare una poetica dello scrivere breve, vantandone l&rsquo;eccellenza sullo scrivere lungo.</span></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.waltertobagi.net/dblog/articolo.asp?articolo=87]]></link>
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	<dc:date>2012-01-31T12:50:38+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Paolo Gallina</dc:creator>
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