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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Romolo Bugaro torna al Tobagi dopo undici anni. In questi undici anni come afferma lui stesso è cresciuto come scrittore, e si domanda: Cosa significa lavorare sulla scrittura per tanti anni? Come si deve porre uno scrittore ai giorni nostri? Intorno a noi è avvenuto un immenso cambiamento, che non è percepito come tale. Il cambiamento non è solo nell’ambito lavorativo, nel quale non è più importante l’esperienza come fonte di conoscenza quanto la giovane età e la capacità di sapersi adattare ai cambiamenti continui e veloci della nostra società. I corpi stessi sono cambiati e la concezione del corpo che ha l’uomo. E’ cambiato l’amore. L’amore implica il senso della durata; la maggior parte dei grandi amori narrati dagli scrittori dei secoli passati erano “per sempre”. L’amore al giorno d’oggi non è più per sempre, è un amore “revocabile, reversibile, fungibile”. Ed infine è cambiato il linguaggio. Oggigiorno assistiamo ad una sorta di svenimento delle parole. Lo scrittore ha bisogno di una lingua salda, ma l’autorità del linguaggio è svanita. Il vero sforzo dello scrittore contemporaneo sarà di capire dove porta tutto questo. Scrivere ai giorni nostri può diventare una sfida interessante, avendo però la consapevolezza della vacuità delle parole. Dal punto di vista della descrizione degli stati d’animo, per Bugaro gli scrittori possono essere divisi in due categorie, gli scrittori assoluti e gli scrittori terrestri. Per lo scrittore assoluto è importante l’anima non il contesto. Il mondo esterno non esiste, c’è solo INTERIORITA’ (Giulio Mozzi, L.F.Céline). Lo scrittore della Pura Interiorità al giorno d’oggi ha una vita durissima, perché si fatica molto ad attribuire attraverso il linguaggio l’esattezza di cui si ha bisogno per scrivere della buona letteratura. Per lo scrittore terrestre invece l’interiorità è unita al contesto, al tempo in cui si è vissuto. Bugaro si pone in questa seconda categoria, e cita tra gli altri P.V.Tondelli, G.Testori rimanendo in Italia, e spostandosi verso l’America il grande F.S.Fitzgerald, e il più recente B.E.Ellis, del quale fa l’esempio di pagine e pagine di American Psycho stracolme di nomi di marche famose. Laddove il linguaggio evapora dall’altra si “sporca” di nomi, marche , nomenclature. A fronte quindi del cambiamento in cui stiamo vivendo, la sfida potrebbe essere quella di scrivere del disagio di questo mondo interiore che non riesce ad adeguarsi ai cambiamenti esteriori. Importante è però avere assoluta fedeltà alla letteratura. E se per scrivere bene servisse riscrivere una pagina anche cinquanta volte bisogna farlo. Se lo scrittore è bravo la scrittura resiste per sempre ed è il mezzo più efficace per trasferire l’esperienza.
Consigli di lettura:
- Gunther Anders - L’uomo è antiquato
- Pier Vittorio Tondelli - Altri Libertini, Pao Pao, Rimini, Camere Separate
- Bret Easton Ellis - Meno di zero, American Psycho
Ciao a tutti, è iniziato il laboratorio! E quale inizio migliore potevamo avere quest’anno se non la presenza di una grande donna e scrittrice quale è Antonia Arslan? La prima domanda alla quale ha provato a dare una risposta è stata: Cosa deve fare una persona che vuole scrivere? E’ sicuramente necessario essere umili, ed ascoltare i consigli che ci vengono dati. Inoltre è molto importante leggere ad alta voce ciò che si scrive, davanti a dei lettori, capendo poi dai loro commenti se quel che si è scritto “funziona” o meno. E’ necessario sapersi mettere in gioco e ad avere l’umiltà di capire quando quel che si è scritto è da mettere da parte, oppure va bene. Lo scrivere è e deve essere diletto e spesso fa affiorare quella parte di noi che altrimenti resterebbe oscura, anche a noi stessi. L’esempio portato dalla professoressa è il suo; insegnante universitaria, ha lasciato l’insegnamento per scrivere “La masseria delle allodole”. Ciò che l’ha spinta a scrivere il romanzo è stato l’incontro con le poesie di Daniel Varujan, che le ha fatto riscoprire la propria identità armena e l’insistenza di una sua amica che credeva in lei e in ciò che avrebbe scritto. Il romanzo è nato da lì. La Arslan si è poi soffermata sull’importanza dell’inizio e della fine di un romanzo. L’inizio di un romanzo (o di un racconto) devono “incantare” il lettore, devono farlo entrare in una dimensione parallela quale è il mondo del romanzo. Quindi ha citato come esempio gli inizi e le conclusioni di tre grandi romanzi: Il Gattopardo (Giuseppe Tomasi di Lampedusa) , Il Dottor Zivago (Borís Pasternàk) e Cent’anni di Solitudine (Gabriel Garcìa Màrquez).
Suggerimenti:
- Trascrivere a mano in un quaderno le frasi iniziali dei libri che ci sono piaciuti di più.
- Ricordarsi e trascrivere intere frasi o periodi interi di un libro che ci è piaciuto particolarmente.
- Trascrivere delle poesie che ci piacciono su un quaderno; se dopo la terza riga trascritta capiamo che la poesia ci piace meno di quanto pensavamo, la dobbiamo cancellare.
Tema di scrittura ( da Tiziana): Scrivere per 20 minuti consecutivi senza mai staccare la penna dal foglio, tutto quello che ci passa per la testa.
Sabato 17 novembre, ore 21.00 Centro Culturale Candiani Auditorium quarto piano WHAT'S UP, MESTRE? in collaborazione con il Circolo Walter Tobagi Voci suoni immagini di una città
Cosa succede a Mestre? Quali pensieri la attraversano oltre le pareti delle case, la polvere delle strade, il via vai delle persone? Tanti discorsi su di lei, tante riflessioni, tante discussioni, ma Mestre cosa pensa, cosa sogna, come si mostra? Non resta che chiederlo a lei, ai discorsi che la abitano, agli artisti che la vivono, ai narratori che la raccontano. Nasce da questi pensieri la serata-spettacolo What's up, Mestre? ideata da Sebastiano Gatto e Giovanni Turra
Intervengono: Tiziana Agostini, Giulia Albanese, Gianfranco Bettin, Sebastiano Gatto, Marco Iacampo, Edoardo Pittalis e Giovanni Turra.
Ingresso libero
MERCOLEDI’ 31 OTTOBRE PRESSO IL CENTRO CULTURALE CANDIANI – MESTRE ALLE ORE 18.00 –INGRESSO LIBERO
È l'occasione, per i lettori, di ascoltare brani dei libri dalla viva voce degli autori, accompagnando la lettura con una base musicale – e, dove possibile, con proiezioni video – che non funga da semplice sottofondo, ma che dialoghi col testo, lo commenti, lo arricchisca.
Nota: AUTEDITORI nasce nel 2004 da un gruppo di giovani scrittori esordienti della provincia di Venezia intenzionati da un lato a scavalcare i problemi connessi alla pubblicazione dei propri testi tramite l'esperienza dell’autoproduzione, dall'altro a dare inizio ad un rapporto di scambio e confronto prima di tutto sulla scrittura, poi su altre forme di creatività (musica, arti visive); il tutto secondo la formula collaudata l'anno prima (2003) con la pubblicazione dell'antologia 9 poeti esordienti: autofinanziamento e partecipazione diretta al processo editoriale (redazione, produzione, distribuzione, promozione).
Attualmente il gruppo è composto da Enrico Lucchese, Silvia Salvagnini, Roberto Cesaro, Mirko Visentin.
Cari amici corsisti, cari amici e amiche scrittori e scrittrici, mi sembra che vi siate un po arenati, possibile che non abbiate delle idee per questa estate? Magari fare degli incontri, darci da fare. Guardate che non è come imparare a nuotare o andare in bicicletts. Quindi aspetto delle proposte. Ci siamo divertiti quindi non vedo perchè non possiamo continuare a farlo.
un bacio a tutti
Andrea Rasa
Le ultime ore del laboratorio hanno avuto come tema il “prepariamoci alla pubblicazione”. Tiziana è partita dalle ultime battute di Giulio Mozzi: chi scrive deve avere gusto per la lentezza. Dobbiamo imparare a dilatare il nostro tempo, perché la scrittura ha bisogno di un tempo indefinito. E’ necessario insistere finché non si trova la parola giusta. Si deve scrivere per gli altri , per il piacere di raccontare. Dopo aver scritto è necessario far LEGGERE ad altri, per capire se quel che si ha scritto funziona, e capire i commenti degli altri al nostro lavoro. Dopo aver sentito varie opinioni, se ciò che scriviamo sembra piacere, si passa alla step successivo: la ricerca di un editore. Come mandare in giro il proprio testo:
- Possibilmente non mandare file, ma spedire la stampa del proprio testo ( anche solo i primi capitoli).
- Preparare una scheda di presentazione del libro (una sorta di riassunto del libro).
Consiglio di Gianni (Cameri): Quando si trova un editore, l’editore non sa se lo scrittore è un genio o no, quindi cerca sempre di vincolarlo per qualche anno. Per tutelarsi è necessario aggiungere delle clausole al contratto che svincoli l’autore se ad esempio l’editore non risponde entro qualche mese dall’invio del testo da pubblicare.
In generale l’aspirante scrittore si deve chiedere, se vuole che la scrittura diventi la propria vita, se è vuole osservare il mondo per raccontarlo. Non esiste l’ISPIRAZIONE, esiste l’IDEA. E’ necessario tenere sempre presente questi tre punti:
- DISTANZA -> spazio tra noi e quello che raccontiamo
- PAZIENZA -> la scrittura richiede un tempi indefinito
- COSTANZA –> non si deve mollare mai
Tiziana ha concluso con due citazioni che riporto:
Noi siamo come dei nani seduti sulle spalle dei giganti. Vediamo quindi un numero maggiore di cose degli antichi, e più lontane, non perché la nostra vista sia più penetrante o perché la nostra natura sia più elevata, ma perché essi ci sollevano e ci innalzano di tutta la loro gigantesca altezza. (Bernardo di Chartres)
Ed infine dalla poesia di Franco Fortini Traducendo Brecht: … La poesia non muta nulla. Nulla è sicuro, ma scrivi.
Piacevole anche il terzo incontro del laboratorio con Giulio Mozzi. Sono arrivata un po’ in ritardo e mi sono persa la prima mezz’ora, che spero qualcuno degli altri corsisti vorrà integrare. Le prime battute che ho colto della conversazione già iniziata sono state queste: E’ importante azzeccare per ciascuna scena la giusta scansione del tempo. Giulio è partito descrivendo l’inizio del film di Pedro Almodovar, Donne sull’orlo di una crisi di nervi. Nel racconto è lo stesso, è importante la scansione degli eventi che avvengono. Inoltre in un racconto (o romanzo) deve esserci tutto ciò che è notevole anche se non notabile. L’osservazione consiste nel determinare cosa è notevole, e cosa non lo è. In seguito è necessaria scegliere e fare un “montaggio” temporale delle scene che compongono il nostro racconto.
Ultime due note di Giulio: la scrittura ha bisogno di lentezza. Impariamo a dilatare il nostro tempo.
Consigli di lettura:
- Don DeLillo Rumore Bianco
- Don DeLillo Underworld
Carolina arriva anche alla Torre di Mestre. Nell'ambito della manifestazione MestrePiù, la torre-museo ospiterà una serie di letture tra Il bacio e dintorni che vedrà protagonisti gli attori Pino Costalunga e Beppe Marra per quattro venerdì consecutivi tra maggio e giugno. Si parte venerdì 18 maggio con Il bacio della... Dentona, dove la Dentona - nella tradizione veneta - altri non è che la morte: le letture sulla morte e sui morti attingeranno dalla copiosa produzione della cultura popolare. Venerdì 25 è il turno della paura, secondo l'interpretazione di Poe, Maupassant o di contemporanei quali Baldini e Trevisan.  Terzo appuntamento venerdì 1° giugno con Inferi ed inferni, da Dante a la Città infernale di Giacomino da Verona o all'inferno grottesco della Betìa di Ruzante. La chiusura è venerdì 8 giugno con Il bacio del poeta, dove il tema della morte si legherà a quello dell'amore nei versi di Pascoli, D'Annunzio, Gozzano, Corazzini e molti altri. Per informazioni: tel. 041.2392062
Tra lo zapping frenetico di ieri sera (giovedì 5 aprile), tra il vuoto trasmesso in tv, mi son fermata su Italo-Francese il nuovo programma di Fabio Volo su Mtv. Non è male, la trasmissione intendo. Arrivo al dunque. Fabio ha intervistato Sandro Veronesi chiedendo di consigliare un libro da leggere ed il libro consigliato è stato, fatalità, Infinite Jest di David Foster Wallace, di cui ci ha parlato Mauro Covacich mercoledì. E’ stata una coincidenza piacevole. Anche l’incontro con Mauro è stato piacevole. Ci ha parlato di cos’è per lui la scrittura, di come la vive e cioè come antagonismo, conflitto, inteso però come modo per giungere alla verità. La scrittura nasce dalla curiosità, deve essere intinta nell’esperienza. Lo scrittore si deve sempre mettere in gioco. Mauro si ritiene un uomo curioso che scrive. E quindi dal momento che dobbiamo leggere molto e scrivere molto, vi riporto di seguito un po’ di titoli e autori saltati fuori durante l’incontro:
- J. M. Coetzee - Elizabeth Costello
- David Foster Wallace - Infinite Jest
- Truman Capote - A sangue freddo
- Viktor Pelevin (autore russo)
E naturalmente i libri di Mauro Covacich :
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Storia di pazzi e di normali(1993)
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Colpo di lama (1995
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Mal d’autobus (1997)
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Anomalie (1998)
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La poetica dell'unabomber (2000)
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Amore contro (2001)
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A Perdifiato (2003)
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Fiona (2005)
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Trieste sottosopra. Quindici passeggiate nella città del vento (2006)
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